La magica storia del bello ritrovato…

 

1) Riconoscere il mobile. Non è possibile restaurare un mobile senza averlo prima inquadrato nella sua epoca e nel suo stile. Questo ti permetterà di capire se devi eseguire un restauro conservativo o un restauro antiquariale. Se consolidare o sostituire. Se sverniciare o conservare la patina e quale lucidatura eseguire.Quale ferramenta applicare.

2) Sverniciatura. La sverniciatura è la prima operazione che devi effettuare, dopo aver valutato lo stato di conservazione della patina del mobile. . Rimuovere le vecchie vernici rispettando il legno,con l’uso di verniciatore in gel e di paglietta d’acciaio per rimuoverlo consente infatti di rispettare lo strato superficiale del legno, senza danneggiarlo.

3) Antitarlo. Il tarlo è il nemico numero uno. Una volta appurata la sua presenza all’interno del mobile si procede ad un trattamento con un antitarlo a base di Permetrina. La Permetrina è un insetticida veicolato con un solvente incolore ed inodore, questo solvente consente alla permetrina di arrivare in profondità nel legno seguendone la sua capillarità.

4) Falegnameria. La falegnameria è un momento importante del restauro di un mobile antico. Sostituire è molto più semplice di recuperare, ma il restauratore deve avere il giusto atteggiamento e sapere quando fare una cosa e quando fare l’altra. Il recupero e la reversibilità dell’intervento sono alla base di un restauro ben fatto.

5) Preparazione del fondo. La preparazione del fondo che andrai a lucidare è suddivisa ,a sua volta, in alcune importanti operazioni. Pulizia, una leggera carteggiatura per rimuovere i residui di colla, sverniciatore e vecchie vernici. Stuccatura, la stuccatura con uno stucco di gesso, opportunamente colorato, consente di chiudere i piccoli fori e difetti del fondo. Carteggiatura, la carteggiatura con una carta abrasiva adeguata consente di eliminare lo stucco di gesso e levigare il fondo. Coloritura, colori il fondo con un mordente per diversi motivi: scaldare il tono del mobile, armonizzare parti di differente colore, dare tono a parti nuove o restauri “pesanti”.

6) Lucidatura. La lucidatura è la pratica che preferisco nel restauro. Preparare la vernice di gommalacca, decidere se lucidare a pennello o a tampone, lucidare a mezzo poro o brillantare con il benzoino sono le scelte che più mi emozionano. Ancora oggi dopo più di vent’anni di bottega. Lucidare è una magia. Valorizzi, con una corretta lucidatura, il mobile nel rispetto della sua storia e della sua patina.


Il restauro è ora terminato, il mobile può tornare a riprendere la sua funzione, sia essa d’uso o decorativa.

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