I primi lavori nel laboratorio di Via Palizzi

Questa estate sono stato un po’ impegnato nel trasloco del laboratorio dal Vomero alla sede storica di Via Palizzi 85. Un ritorno a casa insomma ūüôā

Ecco i primi lavori:

Restauro calatoia noce nazionale

Diamo nuova vita alle poltroncine un po’ demod√©

Ed infine, uno stupendo¬† tavolino ‘800 in palissandro con intarsi in bosso, cedro e radica ,con applicazioni in bronzo

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Restauro scrivania Luigi Filippo in piuma di mogano

scrivania Luigi Filippo
Dopo aver sverniciato ¬†questo gioiellino, sono partito per il restauro delle parti mancanti, quali pezzi d’impiallacciatura , alcuni pezzi di cornice (ricostruita rigorosamente a mano), ripristino guide dei cassetti e¬†tanto altro.
Dopodiché sono passato ad una carteggiatura a fondo, una spolverata ed una passata di olio paglierino per conferirgli un colore naturale.
Una volta asciugato l’olio, ho proceduto con qualche ritocco di colore su qualche parte da me restaurata in precedenza.
Dopo aver raggiunto un colore omogeneo sono passato alla lucidatura a tampone con alcool e gommalacca. Operazione delicata che ho ripetuto per circa tre giorni.
Terminato il ciclo di pulitura a tampone ho fissato la pelle ecologica sul piano della scrivania stessa, così come sul piccolo ripiano estraibile, creando, poi, una bordatura dorata.
Ho completato il tutto con un’ultima mano di pulitura (schiaritura), ossia quel procedimento che conferisce un effetto lucido e “specchiato” all’oggetto.
E’ cos√¨ che ho cercato di portarla al suo antico splendore… Che ne pensate?

Restauro imposte esterne palazzo storico di Napoli

Scorcio Piazza Garibaldi - Napoli

Scorcio Piazza Garibaldi – Napoli

Oggi ci troviamo nei pressi di Piazza Garibaldi per smontare  delle imposte esterne in legno a cui ridare nuova vita.

 

Ora possiamo iniziare a lavorarci su.

Per prima cosa inizio a restaurare e ricostruire ex novo le parti logore o mancanti

Dopo una grande pulita e una seria carteggiata, via con il fondo cementite e un ottima rettifica di stucco.
E per completare l’opera 2 mani smalto opaco grigio

Voilà, lavoro terminato!

Imposte esterne in legna restaurate

Imposte esterne in legna restaurate

Restaurando

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Avanti ieri sono stato da una cliente a ritirare un tavolo francese a vela di fine ‘800 per delle bolle d’aria sul piano e riprendere per bene¬† la pulitura (lucidatura)

 

1) ho individuato le bolle  sulla superficie del piano battendo con le dita  e ho intaccato con un taglierino con punta fine, una goccia di colla a perline (colla di pesce) e le ho stese  con la penna (martello per impiallacciare).  Ho  pulito bene i residui di colla , adesso devo  aspettare il giorno dopo almeno.

 

2 )  una volta seccata la colla , ho carteggiato nei punti lavorati in precedenza con un pezzetto di legno avvolto nella carta vetro di grana 120 per evitare di fare solchi.

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3) spolverare la superficie del tavolo per bene e impastare un pò stucco a  turapori  con terre colorate al fine di ottenere la tonalità desiderata.

 

4) una volta asciugato lo stucco ho passato una mistura di olio paglierino e petrolio lampante, ho carteggiato con carta di grana 220 tutto il piano del tavolo eliminando per bene le macchie di stucco e facendo assorbire l olio e petrolio per far riprendere il colore naturale alla bellissima radica di noce e al tavolo stesso.

 

5) una volta asciugato l olio ripreso il colore ottenuta una superficie liscia e setosa  al tatto, si passa alla pulitura : prima mano un abbozzo di pulitura con gommalacca , ripassata di stucco .

 

6 il giorno dopo ho  tolto lo stucco con carta di grana fine 400 ed ho preparato il piano alla seconda mano di pulitura rigorosamente a tampone.

 

7) eccomi per l ultima mano di pulitura cio√® la schiaritura che consiste nel’ eliminare tutti gli aloni lasciati dal tampone (in napoletano “pupatella”) e¬† rendere la superficie lucida a specchio ed esaltare la bellezza di questo grazioso¬†tavolo.

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Danno riparato, lucidatura ultimata

Il Baule: missione compiuta!

Finalmente il baule è terminato!

 

L’ho consegnato al cliente che lo ha messo in bagno, ma pu√≤ essere un bel pezzo anche in salotto o cucina

 

 

 

Che dire.. cliente soddisfatto e io adoro questo tipo di restauro creativo!

I tarli, che fare?

Per chi ama il legno i tarli sono i peggiori nemici. Colpiscono alcuni tipi di legni fino ad indebolirne la struttura e a compromettere la stabilità del mobile.

COME RICONOSCERE UN MOBILE TARLATO

Pu√≤ capitare spazzando di notare dei piccoli cumuli di segnatura vicino un mobile. ¬†Questo √® un segno inequivocabile della presenza di tarli! ispezionare per bene il mobile¬†dandogli delle pacche lungo i fianchi cos√¨ da poter vedere se cade segatura finissima. ¬†Anche se il buco √® solo uno, non prendete la situazione sottogamba: i tarli lavorano dall’interno e depositano molte, molte uova . Bisogna agire subito.

FASE 1

Prendere il mobile/sedia o qualsiasi altra cosa sia e portarlo lontano da altri mobili in legno. I tarli infettano molto velocemente qualsiasi cosa in legno capiti loro a tiro, quindi attenzione!

FASE 2

Se il mobile √® di pregio o se √® comunque qualcosa a cui tenete, vi consiglio di rivolgervi a un professionista: a volte con una piccola spesa si evita di dover poi fare un lavoro pi√Ļ radicale e costoso o di dover buttare il mobilio.

Se , invece, parliamo di cosa di poco conto, potete provare a fare da voi:

  • In ferramenta acquistare antitarlo che non intacchi il tipo di verniciatura ed un pennello
  • Pulite il mobile con un panno morbido asciutto
  • < con un pennello a setole morbide nuovo passate l'antitarlo su tutta la superficie sia internamente che esternamente (DAPPERTUTTO) .

  • Avvolgete il mobile con dei teli di cellophane (potrebbe andare anche della pellicola da cucina), chiudere perbene con scotch in modo da creare delle vere e proprie camere a gas e lasciatelo cos√¨ per almeno una settimana.
  • Passata la settimana o pi√Ļ, potete rimuovere i teli o la pellicola.
  • Se si desidera si pu√≤ a questo punto provvedere a richiudere i buchi con dello stucco a cera per legno (acquistabile in tutti i colori in ferramenta). Questo trattamento ha un valore puramente estetico (tappare il buco non evita il riformarsi di tarli)

Questo metodo non dà certezza del risultato, in quanto è possibile che non siate andati fino in fondo ad ogni buco e che quindi delle uova siano ancora presenti. Per un risultato certo vi consiglio di rivolgervi al vostro restauratore di fiducia.

COME PREVENIRE I TARLI

Niente vi darà la certezza che non si formino tarli nei vostri mobili, però sicuramente potete diminuire drasticamente le possibilità con una corretta cura del legno. 

Il Baule – mettiamoci all’opera

I lavori del baule procedono e in un paio di giorni posso dire di essere a buon punto.

Per prima cosa ho eliminato la ruggine e ho passato una vernice trasparente che serve a preservare la superficie esterna e a risaltarne il colore. Poi ho provveduto a risistemare tutta la bordatura nera e le varie componenti in ottone.    Infine ho colorato il fondo di nero.

Passiamo all’interno.

Pur a malincuore sono stato costretto a eliminare la carta che rivestiva gli interni. E’ tornata quindi alla luce la struttura del baule, composta di assi di legno niente male. Sarebbe stato bello semplicemente passare dell’impregnante sulle assi e lasciarle cos√¨ al naturale. Sfortunatamente lo scopo finale √® creare un mobile per il bagno o la cucina e, quindi, ho deciso di coprire le assi con dei pannelli nuovi in modo tale da rendere la pulizia del mobile semplice ed efficace.

Prima di rivestire l’interno del baule ho fatto un po’ di prove colore:

Grazie a whatsapp ormai non c’√® pi√Ļ bisogno che il cliente venga pi√Ļ volte in bottega per scegliere, gli ho mandato le foto e nel giro di pochi minuti ha deciso: ¬†blu cobalto e ¬†mensole bianche.

Ora un caffè e poi di nuovo a lavoro. Stay tuned!

Il baule – Giorno 0

Ieri mi hanno portato un vecchio baule, di quelli che si usavano un tempo per riporre vestiti o biancheria.

L’esterno presenta scrostamenti di vernice e in varie zone √® presente della ruggine, mentre la parte interna √® rivestita di una bella carta vintage che difficilmente sar√† recuperabile dato che √® strappata in pi√Ļ punti. Le cerniere sono quelle originali, mentre una delle chiusure √® stata forzata per poter aprire il baule.

Il desiderio del cliente √® di restaurare l’esterno senza riverniciarlo ex-novo, ma lasciando tutte quelle macchie e quei segni del tempo che conferiscono al baule quel fascino antico. ¬†Per l’interno, invece, via la vecchia carta ormai rotta e impregnata di puzza di muffa e andr√≤ a aggiungere dei pannelli nuovi ritinteggiati (o rivestiti di carta da parati, questo lo vedremo in corso d’opera) oltre che delle mensole.

 

Il risultato finale? Un mobile per il bagno o la cucina bello e pratico!

E ora mettiamoci all’opera!

Lo stile “shabby chic”

Per dare un tocco romantico e fresco alla propria casa possiamo decorare i mobili in stile “shabby chic”

Lo shabby chic √® una forma di interior design¬†che prende piede in Gran Bretagna nel 1980 e viene ripreso poi in America negli anni 90. Le sue influenze mediterranee e provenzali, i colori tenui ma frizzanti, lo rendono ideale per l’arredamento della casa al mare o per dare una nota rilassante alla propria casa.

I mobili e gli arredi  shabby si presentano segnati dal tempo e di colori morbidi come il bianco il rosa, l azzurro cielo, il beige, il verde provenzale.

Il bello di questo stile è che è possibile riportarlo su un mobile in legno  già in vostro possesso senza acquistare un nuovo arredamento.

Nella foto un tavolino classico diventa shabby chic tramite un trattamento con smalto, cementite e pittura lavabile per pareti e carteggiandolo e usurandolo otteniamo una finitura detta anche distressed cioè graffiato, stressato.

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Per completare l’ambiente possiamo aggiungere¬†i tessuti in cotone o lino bianco o beige (ispirati a vecchie lenzuola della nonna)¬†¬†in tinta unita oppure con motivi floreali vintage con colori pastello.

La magica storia del bello ritrovato…

 

1) Riconoscere il mobile. Non è possibile restaurare un mobile senza averlo prima inquadrato nella sua epoca e nel suo stile. Questo ti permetterà di capire se devi eseguire un restauro conservativo o un restauro antiquariale. Se consolidare o sostituire. Se sverniciare o conservare la patina e quale lucidatura eseguire.Quale ferramenta applicare.

2) Sverniciatura. La sverniciatura √® la prima operazione che devi effettuare, dopo aver valutato lo stato di conservazione della patina del mobile. . Rimuovere le vecchie vernici rispettando il legno,con l’uso di verniciatore in gel e di paglietta d’acciaio per rimuoverlo consente infatti di rispettare lo strato superficiale del legno, senza danneggiarlo.

3) Antitarlo. Il tarlo √® il nemico numero uno. Una volta appurata la sua presenza all’interno del mobile si procede ad un trattamento con un antitarlo a base di Permetrina. La Permetrina √® un insetticida veicolato con un solvente incolore ed inodore, questo solvente consente alla permetrina di arrivare in profondit√† nel legno seguendone la sua capillarit√†.

4) Falegnameria. La falegnameria √® un momento importante del restauro di un mobile antico. Sostituire √® molto pi√Ļ semplice di recuperare, ma il restauratore deve avere il giusto atteggiamento e sapere quando fare una cosa e quando fare l’altra. Il recupero e la reversibilit√† dell’intervento sono alla base di un restauro ben fatto.

5) Preparazione del fondo. La preparazione del fondo che andrai a lucidare √® suddivisa ,a sua volta, in alcune importanti operazioni. Pulizia, una leggera carteggiatura per rimuovere i residui di colla, sverniciatore e vecchie vernici. Stuccatura, la stuccatura con uno stucco di gesso, opportunamente colorato, consente di chiudere i piccoli fori e difetti del fondo. Carteggiatura, la carteggiatura con una carta abrasiva adeguata consente di eliminare lo stucco di gesso e levigare il fondo. Coloritura, colori il fondo con un mordente per diversi motivi: scaldare il tono del mobile, armonizzare parti di differente colore, dare tono a parti nuove o restauri “pesanti”.

6) Lucidatura. La lucidatura √® la pratica che preferisco nel restauro. Preparare la vernice di gommalacca, decidere se lucidare a pennello o a tampone, lucidare a mezzo poro o brillantare con il benzoino sono le scelte che pi√Ļ mi emozionano. Ancora oggi dopo pi√Ļ di vent’anni di bottega. Lucidare √® una magia. Valorizzi, con una corretta lucidatura, il mobile nel rispetto della sua storia e della sua patina.‚Ä®‚Ä®‚Ä®Il restauro √® ora terminato, il mobile pu√≤ tornare a riprendere la sua funzione, sia essa d’uso o decorativa.